E l’uomo incontrò il cane
“E l’uomo incontrò il cane” è un vecchio libro di Lorenz che ebbe un notevole successo e ancora oggi viene ristampato.
“E l’uomo incontrò il cane” è un vecchio libro di Lorenz che ebbe un notevole successo e ancora oggi viene ristampato. Nel titolo originale c’è ‘Mensch’, che significa essere umano, ma il primo incontro descritto da Lorenz è proprio con l’uomo, maschio e cacciatore. Nel racconto, volutamente un po’ romanzato, si narra di quando gli antenati dei cani si accostarono all’uomo, molto e molto tempo fa, seguendolo e aiutandolo nelle battute di caccia. Non sono i lupi, come molti potrebbero pensare, ma gli sciacalli. Secondo il famoso etologo infatti quasi tutte le razze canine derivano dallo sciacallo, e solo alcuni cani nordici (samoiedi, chow-chow, esquimesi e pochi altri) hanno sangue lupino e neanche completamente puro. Lorenz si dilunga su queste diverse origini e sulle differenze di carattere che ne provengono. Tale concezione fu contestata e in seguito Lorenz stesso smussò un po’ la sua posizione a riguardo. Ma per il lettore non è questo l’aspetto più importante. Lorenz informa e dà spiegazioni scientifiche, ma nello stesso tempo tesse l’elogio del “miglior amico dell’uomo”, del suo affetto e delle sue capacità. Le descrizioni della fedeltà del cane sono tali da smuovere anche il cuore più duro, come gli appelli all’obbligo morale verso questo animale, spesso invece trascurato o abbandonato (l’abbandono non è frutto dei moderni!). Anche alla base di questo libro c’è il rapporto, la familiarità, e non manca una piccola polemica contro gli studi di laboratorio. Lorenz con i suoi animali ci vive e ci passa il tempo; per esempio per studiare il dingo ne fa allevare un cucciolo da una delle cagne di casa, osservandone attentamente il comportamento.
Tra l’altro, Lorenz dice che gli animali domestici non sono meno intelligenti di quelli selvatici e che il linguaggio umano è un mezzo espressivo più rozzo di certe forme di comunicazione tra animali. Egli però non intende sovvertire le gerarchie del mondo e insiste sulla posizione unica e più elevata che, tra tutti gli esseri viventi, occupa l’uomo (‘Mann’ o ‘Mensch’? Dato il non troppo sottile maschilismo dell’autore, il dubbio è legittimo). Per avere una panoramica delle razze canine più diffuse c’è l'”Atlante delle razze canine. Una guida di riconoscimento”, chiaro e ben fatto come in genere sono i manuali della Franco Muzzio editore. Nella brevissima introduzione, nove pagine, Alberto Meriggi riesce a dare anche alcuni fondamentali consigli per la “manutenzione” del cane.
Diritti animali: storia e antropologia di un movimento
La pubblicazione ricostruisce, per la prima volta in Italia, la storia del movimento per i diritti degli animali, ripercorrendone la diffusione in ambito europeo ed italiano a partire dalla genesi ris
La pubblicazione ricostruisce, per la prima volta in Italia, la storia del movimento per i diritti degli animali, ripercorrendone la diffusione in ambito europeo ed italiano a partire dalla genesi risalente all’Inghilterra di inizio Ottocento. Attraverso l’analisi storica e socio-antropologica vengono messi in evidenza gli elementi di continuità e di rottura fra animalismo e zoofilia e vengono analizzati i tratti caratterizzanti della mobilitazione animalista attuale, descrivendo e contestualizzando gli eventi di un fenomeno che spesso assurge agli onori della cronaca. Chi è realmente ‘animalista’? Si possono accomunare i gruppi di azione diretta e i volontari che si prendono cura dei cani abbandonati? Che differenza c’è fra ‘animalismo’ e ‘vegetarismo’? Che differenza c’è tra ‘vegetariano’ e ‘vegan’? Il volume dà risposta a questi e altri quesiti, inserendoli in una cornice complessiva che permette di comprendere gli aspetti salienti del movimento per i diritti animali nella sua veste di ‘movimento sociale’.
Un mondo sbagliato. Storia della distruzione della natura, degli animali e dell’umanità
Nel dibattito sul tema dei diritti degli animali, l’opera di Jim Mason analizza, da un punto vista antropologico e socioculturale, le ragioni e le modalità tramite le quali l’umanità si è isolata dal
Nel dibattito sul tema dei diritti degli animali, l’opera di Jim Mason analizza, da un punto vista antropologico e socioculturale, le ragioni e le modalità tramite le quali l’umanità si è isolata dal resto del regno animale e dal mondo naturale. Partendo dalla ricostruzione delle radici storiche e culturali della credenza occidentale secondo cui Dio avrebbe conferito all’uomo il dominio assoluto sull’intero creato, l’autore asserisce che la riduzione in schiavitù degli animali a fini bellici o per l’allevamento ha lacerato il senso di fratellanza che l’uomo ha da sempre provato nei loro confronti, permettendo così la nascita di una cultura alienata dalla natura. In particolare ridefinisce la relazione che lega l’uomo agli altri animali, sottolineandone la componente fraterna: “compagni”, “stimolatori di empatia e cura”, “strumenti per alimentare e plasmare la nostra mente” e “parenti che ci ricordano la nostra vicinanza al resto del mondo vivente”.
Homo sapiens e mucca pazza. Antropologia del rapporto con il mondo animale
Quali esigenze nascoste trovano soddisfazione nella relazione con gli animali e per quali ragioni l’uomo ne ha addomesticato alcune specie?
Quali esigenze nascoste trovano soddisfazione nella relazione con gli animali e per quali ragioni l’uomo ne ha addomesticato alcune specie? Perché l’animale influenza così profondamente le culture, l’immaginario, il repertorio simbolico, le culture metaforiche, insomma l’intero nostro modo di pensare e rappresentare il mondo? Oggi la tecnologia al servizio del mercato e del profitto riduce sempre più l’animale a “merce”, a “prodotto”, a “macchina”, come mostrano gli scandali della “mucca pazza”, dei polli alla diossina, degli animali clonati e transgenici. Ma proprio oggi porsi queste domande significa mettere in questione le arroganti certezze che istituiscono frontiere invalicabili fra cultura e natura, mondo umano e mondo animale.
Addestra il tuo cane per negati
Per stare bene in mezzo ai suoi “migliori amici a due zampe”, il cane ha bisogno di essere educato. Come fare? Non esiste “il” metodo ideale per addestrare un cane, ma a seconda della personalità di ciascun animale bisogna saper scegliere il sistema giusto. Questo libro insegna come fare, quali che siano gli obiettivi: insegnare al cucciolo a stare seduto e tranquillo cinque minuti o farne un campione da riporto.