E ci sono momenti in cui scegliere da che parte stare diventa una responsabilità.

Siamo tristi. Siamo delusi. Ma soprattutto, siamo preoccupati.

Ci sono momenti in cui il mondo della cinofilia sembra dimenticare quanta strada sia stata percorsa per affermare una cultura fondata sul rispetto, sulla conoscenza, sulla relazione e sul benessere animale.

Momenti in cui si ha la sensazione di essere tornati indietro di venticinque anni.

Anni di studio, ricerca, formazione, confronto e impegno. Anni trascorsi a costruire una cinofilia diversa, nella quale il cane non fosse più considerato un soggetto da sottomettere, ma un individuo da comprendere.

Un percorso che ha richiesto coraggio, determinazione e, soprattutto, coerenza.

Eppure, oggi, assistiamo a scelte che ci interrogano profondamente.

Quanto valgono davvero i principi che dichiariamo di condividere?

Quanto conta il benessere animale quando entrano in gioco interessi economici, opportunità commerciali e convenienze?

E soprattutto: fino a che punto siamo disposti a giustificare ciò che, fino a ieri, avremmo dichiarato incompatibile con i nostri valori?

Non vogliamo giudicare le scelte individuali. Ognuno è libero di assumersi le proprie responsabilità e di percorrere la propria strada.

Ma crediamo che esista una differenza sostanziale tra la libertà di scegliere e la responsabilità di rappresentare.

Perché quando si rappresentano professionisti, associazioni, educatori e istruttori cinofili, le proprie decisioni non riguardano più soltanto se stessi.

Diventano messaggi. Diventano esempi. Diventano cultura.

E contribuiscono a definire quale cinofilia vogliamo consegnare alle generazioni future.

Sappiamo bene che il lavoro debba essere remunerato. Conosciamo il valore della professionalità e l’importanza della sostenibilità economica.

Ma crediamo altrettanto fermamente che il profitto non possa diventare il criterio con cui decidere quali principi difendere e quali, invece, mettere temporaneamente da parte.

Non tutto ciò che conviene è giusto.

Non tutto ciò che è possibile è coerente.

E non tutto ciò che porta un guadagno merita di essere perseguito.

LA COERENZA NON È UNO SLOGAN.

È una responsabilità quotidiana.

È scegliere di difendere un principio anche quando farlo comporta delle rinunce.

È avere il coraggio di dire di no, anche quando sarebbe più semplice, più comodo o più conveniente dire di sì.

È non dimenticare da dove siamo partiti, quante battaglie abbiamo affrontato e perché abbiamo deciso di intraprenderle.

Per noi, il rispetto del cane, la tutela del suo benessere e il riconoscimento della sua individualità non sono argomenti da utilizzare quando fanno comodo.

Sono le fondamenta della nostra identità.

Non sono negoziabili.

Non dipendono dalle opportunità del momento.

Non cambiano a seconda dell’interlocutore.

E ORA, FORSE, È ARRIVATO IL MOMENTO DI FARSI QUALCHE DOMANDA.

A chi opera quotidianamente nel mondo della cinofilia vorremmo rivolgere una riflessione.

Vi sentite ancora rappresentati dalle organizzazioni di cui fate parte?

Le scelte di chi vi rappresenta rispecchiano davvero i vostri principi?

Quando sostenete un’organizzazione, attraverso la vostra adesione, il vostro lavoro e la vostra partecipazione, siete consapevoli di contribuire anche alla visione della cinofilia che quella realtà promuove?

Perché appartenere a una Federazione, a un’associazione o a un ente non dovrebbe mai essere soltanto una formalità amministrativa.

È una scelta di appartenenza. È una dichiarazione di valori. È un’assunzione di responsabilità verso il futuro della cinofilia.

E forse, proprio nei momenti più difficili, diventa necessario fermarsi e domandarsi se siamo ancora nel posto giusto.

NOI CONTINUEREMO A FARE LA NOSTRA PARTE.

Non abbiamo mai preteso che la nostra strada fosse la più semplice.

Sappiamo che difendere una visione della cinofilia fondata sul rispetto, sulla competenza e sulla relazione significa talvolta incontrare ostacoli, incomprensioni e opposizioni.

Ma non abbiamo bisogno di aggressività per affermare ciò in cui crediamo.

Non abbiamo bisogno di rinnegare il nostro percorso per inseguire un’opportunità.

E non abbiamo intenzione di sacrificare la nostra identità sull’altare della convenienza.

Continueremo a investire nella formazione, nella professionalità, nella cultura cinofila e nella costruzione di una comunità capace di riconoscersi in principi condivisi.

Una comunità nella quale le differenze possano diventare occasione di confronto, ma nella quale il rispetto del cane e del suo benessere rimanga un punto fermo.

Perché una Federazione non dovrebbe limitarsi a rappresentare i propri affiliati. Dovrebbe avere il coraggio di rappresentare anche i loro valori.

E a chi, in questi giorni, si sente deluso, disorientato o semplicemente non più rappresentato, vogliamo dire una cosa:

Non siete obbligati a rinunciare ai vostri principi per continuare a sentirvi parte di qualcosa.

Esistono ancora realtà che credono nella forza delle idee, nella responsabilità delle scelte e nella coerenza dei comportamenti.

Realtà nelle quali il rispetto non è una strategia di comunicazione, ma il punto da cui tutto ha inizio.

Noi abbiamo scelto da che parte stare.

Lo abbiamo fatto ieri. Lo facciamo oggi. E continueremo a farlo domani.

Anche quando sarà più difficile.

Anche quando sarebbe più conveniente voltarsi dall’altra parte. Perché i valori non si difendono soltanto quando è facile farlo. Si difendono soprattutto quando vengono messi alla prova.

NOI RESTIAMO COERENTI.

#NOI SIAMO FICSS.