Fotografare i cani è un’emozione davvero unica. Particolare e stimolante è stata la scelta di ritrarli in studio, un’esperienza piuttosto insolita per loro.

Fotografare i cani è un’emozione davvero unica. Particolare e stimolante è stata la scelta di ritrarli in studio, un’esperienza piuttosto insolita per loro. Molti degli scatti raccolti in questo volume sono stati realizzati posizionando la macchina fotografica all’altezza dei loro occhi, come quando due cani si guardano; l’obiettivo simula quasi lo sguardo di un loro pari. Altre volte gli improvvisati fotomodelli sono stati fatti salire su un tavolo: il rischio era però quello di evocare un po’ troppo da vicino l’immagine del veterinario, che quasi nessuno di loro ama in maniera particolare, evidentemente (più o meno come il dentista per noi): perciò su quel tavolo erano tutti un tantino preoccupati, un po’ in apprensione, tranne i cuccioli forse, che sono nuovi a queste cose e non hanno ancora fatto l’abitudine all’ambulatorio del loro medico. I flash da studio, poi, non piacevano affatto a quei cani che hanno paura dei temporali – e sono molti – e in più di un’occasione è accaduto che qualcuno di essi scappasse d’improvviso dal set. La presenza dei padroni che li viziavano a dismisura, come si può facilmente intuire, ha fatto il resto…


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