La pet therapy sta diventando una prassi sempre più conosciuta e richiesta da parte di strutture ospedaliere o socio-assistenziali, da operatori di comunità di recupero o di carceri, da medici e psico

La pet therapy sta diventando una prassi sempre più conosciuta e richiesta da parte di strutture ospedaliere o socio-assistenziali, da operatori di comunità di recupero o di carceri, da medici e psicologi nell’ambito del sostegno o del recupero, al fine di facilitare i percorsi terapeutici vigenti o di promuovere il benessere della persona. Gli stessi malati o i familiari di ragazzi con problemi di autismo, anoressia, ritardo cognitivo, disturbi motori, sempre di più fanno richiesta di questa co-terapia che ha dimostrato indiscutibili evidenze scientifiche. Anche nell’immaginario collettivo sta crescendo la consapevolezza del valore sociale della relazione con l’animale e la pet therapy non è più una pratica sconosciuta. Tuttavia a fronte di questa popolarità, a volte un po’ improntata sulla banalizzazione, manca una corretta informazione rispetto a cosa s’intende in concreto con questa prassi, quali siano effettivamente i prodotti offerti con un servizio di pet therapy, quale il metodo che viene applicato per la realizzazione dell’effetto beneficiale. Questo saggio vuole colmare questa lacuna e dare un’informazione dettagliata su come si lavora in pet therapy e quali siano le applicazioni assistenziali e terapeutiche.


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