2019-10-18T09:47:54+00:00

Endurance

E' la risposta a tutte le esigenze sportive, mette in evidenza l’intesa tra il cane e il conduttore nel superare le prove che vengono proposte con entusiasmo e in modo sicuro.

L’obiettivo di questa nuova disciplina è anche quello di proporre nuovamente nell’edizione dei DOG del 2020 i “Giochi senza Frontiere a 6 Zampe”, ma nella nuova veste dell’ENDURANCE per sfruttare anche al meglio le opportunità del villaggio olimpico che ci ospita, con diverse prove, magari proprio concordate con voi, attinte dalle vostre fantasie, per stimolare la partecipazione ad un grande evento dove tutti, anche i meno sportivi possano trovare la propria dimensione. Sicuramente ci saranno atleti più “hard” e atleti più “soft” ma lo spazio ci sarà per tutti, saremo noi, INSIEME, a definire i livelli.

Ci sono dei centri cinofili vicino a boschi, altri nell’ambito urbano, altri ancora vicino a dei percorsi completi per pony, altri ancora avranno delle distese verdi collinari, altri percorsi montani, altri ancora hanno vicino parchi avventura, tutto questo è possibile utilizzarlo per l’ENDURANCE e con un po’ di fantasia sicuramente verranno fuori dei percorsi interessanti, noi ti diamo dei parametri di base e tu, insieme ai tuoi collaboratori, costruisci il tuo percorso.

 Le reti e le sinergie si attivano solo in questo modo. Parliamo di relazione, mettiamoci in gioco, cerchiamo di comprendere le aspettative degli utenti che si rivolgono a noi, alle Vs. ASD, diamo una risposta diversa al mercato ormai saturo, sperimentiamo insieme una sana cinofilia, facciamo esprimere i nostri cani senza necessariamente essere vincolati a percorsi “standard”.

Questa è una grande opportunità!

 

PS. Sicuramente ci copieranno così come ci copiano qualsiasi cosa, ma si sa …. si copia sempre dai più bravi! ;-)

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Regole generali della disciplina sportiva

Qual è la caratteristica vincente dell’ENDURANCE? Le singole prove saranno a scelta della ASD che organizza la gara, lo scopo è quello di organizzare a seconda delle capacità atletiche dei propri soci e a seconda delle caratteristiche orografiche che si hanno nelle vicinanze. Insomma, dare la possibilità di “misurarsi” con esercizi alla propria portata.

Le prove si dovranno svolgere in ambiti naturali e dovranno essere volte ad esaltare la fiducia la comunicazione del binomio e le loro capacità di valutazione. Vi saranno delle competenze di base fondamentali indispensabili per affrontare le prove che verranno proposte.

Regole generali

Obiettivo principale, oltre tutti quelli già enunciati nella premessa, in una gara di ENDURANCE è vedere durante la prova il risultato di una bella relazione, di intesa, un binomio affiatato che affronta gli ostacoli in modo sicuro piacevole, con calma e naturalezza.

I cani devono essere sereni e confidenti, non dovranno preoccuparsi dell’attrezzo o del passaggio che si troveranno ad affrontare.

I conduttori dovranno proporre l’ostacolo in modo chiaro, calmo e sicuro avendone testato, prima di affrontarlo, che effettivamente non metta in pericolo né lui né il cane.

I conduttori dovranno mostrare la sensibilità di capire la proposta del cane su come affrontare l’attrezzo e/o l’ostacolo nel percorso e di perseguirla senza forzare il cane.

Competenze di base:

  1. Invio in avanti in un luogo o su un oggetto;
  2. gestione del guinzaglio;
  3. seduto, terra, fermo anche a distanza;
  4. saltare;
  5. salire sopra;
  6. passare sotto;
  7. prendere un oggetto in bocca;
  8. tenere un oggetto in bocca

Queste competenze verranno integrate nei singoli esercizi che la ASD preparerà.

In ogni esercizio potrà essere presente una e più competenze di base.

Il percorso in totale non dovrà essere svolto in meno di 1000 mt.

Le valutazioni verranno espresse in tempi.

Ogni esercizio avrà un tempo massimo.

I tempi massimi saranno decisi dalla ASD che organizza.

Ogni binomio deve essere accompagnato da un giudice o da un assistente dell’organizzazione che, oltre a prendere i tempi può anche aiutare il binomio in difficoltà.

 

Squalifica e penalità

Il binomio viene valutato durante tutta la giornata non solo durante le prove. Qualsiasi atteggiamento “poco sportivo” nei confronti del cane verrà penalizzato con la squalifica.

Dovrà essere valutata la sua capacità di stare nel gruppo e l’attenzione che ha nei confronti degli altri partecipanti, evitando anche involontariamente di metterli in difficoltà, non rispettando le distanze o lasciando il proprio cane senza controllo. Ogni atteggiamento anti sportivo verrà penalizzato con l’aggiunta di 20 secondi alla performance.

In caso di rifiuto dell’esercizio, ossia il binomio decide di non provare ad eseguirlo perché ritenuto “non alla sua portata” il binomio potrà continuare il percorso e per quell’esercizio gli verrà conteggiato il tempo massimo.

In caso di perdita di tempo i rifiuti saranno calcolati come penalità: +10 secondi.

I doppi segnali avranno una penalità di +5 secondi.

Si ricorda che l’obiettivo non è una gara di velocità ma di fiducia e comunicazione tra cane e conduttore.

Non è necessario che i percorsi siano tutti uguali, avranno sicuramente gradi di difficoltà diversi a seconda delle caratteristiche che contraddistinguono una ASD da un'altra. Ci sono degli esercizi obbligatori che andranno integrati in funzione del territorio e delle attitudini.

La scelta di non omologare percorsi gara uguali per tutti nasce da diverse valutazioni:

  1. Aumentare nelle singole sedi la capacità di costruire percorsi naturali e non obbligare le ASD di affrontare spese eccessive;
  2. Aumentare il livello esperienziale, di fiducia e di autostima dei partecipanti;
  3. Aumentare il livello di cooperazione;
  4. Costruire dei percorsi che possano stimolare anche altre ASD a partecipare con i propri allievi;
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Associazioni aderenti Endurance

FAQ Endurance

  • Da quando entrano in vigore i crediti formativi?

    I crediti formativi entrano in vigore dal 01/01/2022 ma, come indicato nel documento abbiamo 2 anni per entrare a regime.

  • E’ obbligatorio il certificato medico per i tesserato che scelgono attività sportive che non comportano impegno fisico?

    Per questi soggetti non sussiste l’obbligo di certificazione sanitaria, ma si raccomanda, in ogni caso, un controllo medico prima dell’avvio dell’attività sportiva. Vi rientrano quelle attività che sono caratterizzate dall’assenza o dal ridotto impegno cardiovascolare: Tiro a segno, a volo, con l’arco, dinamico sportivo, biliardo sportivo, bocce (eccezione volo di tiro veloce), bowling, bridge, dama, giochi tradizionali, golf, pesca sportiva di superficie (eccezione per il long cutting e pesca d’altura), scacchio e curling, aeromodellismo, imbarcazioni radiocomandate, attività sportiva cinotecnica.

  • E’ obbligatorio il certificato medico per i tesserati che non svolgono attività sportiva?

    Non sono sottoposti ad alcuna certificazione sanitaria le persone che siano state dichiarate “non praticanti” dalle FSN, DSA, EPS, anche per il tramite della società o associazione sportiva di affiliazione. Tale specifica qualità dovrà essere espressa all’atto del tesseramento con inserimento in un’apposita categoria all’uopo istituita dal soggetto tesserante

  • L’assicurazione di responsabilità civile è obbligatoria per le associazioni?

    Di responsabilità civile, oltre che in senso lato – come responsabilità derivante dalla violazione di un obbligo di diritto privato e che rientra, quindi, nella sfera dei rapporti fra privati – si parla anche, e soprattutto, per indicare la responsabilità derivante da fatto illecito della quale il Codice civile tratta negli art. 2043-2059. Si parla di responsabile civile per indicare il soggetto che è tenuto al risarcimento del danno cagionato da un altro soggetto. Normalmente la responsabilità civile richiede il dolo o la colpa, a meno che non si versi nelle ipotesi di c.d. responsabilità oggettiva. Per quanto attiene alla violazione dell’obbligo, la responsabilità è contrattuale o extracontrattuale a seconda che la violazione riguardi un precedente vincolo giuridico (quale che sia la fonte da cui questo deriva) o il generico precetto del neminem laedere (art. 2043 c.c.). Di responsabilità civile, in senso proprio, si parla con riferimento alla responsabilità extracontrattuale. FICSS-ASI hanno previsto (inclusa nella quota di affiliazione) anche questa tipologia assicurativa.

    Anche e soprattutto gli Enti di Terzo settore, che si avvalgono di volontari, sia occasionali che non, hanno l’obbligo di “assicurarli contro gli infortuni e le malattie connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato, nonché per la responsabilità civile verso i terzi” (articolo 18, comma 1, D.lgs 117/17).

  • ASD è tenuta a pagare l’imposta comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni?

    L’imposta comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni non è dovuta da circoli e da associazioni sportive dilettantistiche per targhe e simili apposte per l’indicazione della sede sociale (art.17, C.1 lett h del d.Lgs.15/1 1/1993 n.507), né per volantini etc, distribuiti a propria cura; (art.17,C.1 lett h del d.Lgs.15/11/1993 n.507).
    E’ dovuta nella misura del 50% se è presente pubblicità (ris. del Ministero delle finanze n.3/3360 del 12/08/1997) per manifesti etc, anche se l’affissione avviene a cura del circolo o dell’associazione sportiva (art. 16,C.1- letta) del D.Lgs.507/97). Il tema dell’assolvimento dell’imposta comunale sulla pubblicità e sulle pubbliche affissioni per quelle società sportive dilettantistiche che regolarmente espongono spazi pubblicitari nelle strutture sportive che usufruiscono, per le manifestazioni sportive dilettantistiche, ha sempre creato “attriti” con i Comuni che ne richiedevano spesso il pagamento. Il Dipartimento delle Politiche Fiscali del Ministero dell’Economia e delle Finanze su tale problema con la nota n. 1576/DPF del 3 aprile 2007 ha cercato di chiarire definitivamente le esenzioni dal pagamento del tributo locale in commento. L’articolo 1, comma 128 della legge 23 dicembre 2005, n.266 (Finanziaria 2006) in materia di imposta di pubblicità nei piccoli stadi ha previsto che le disposizioni contenute nel comma 11-bis dell’articolo 90 della legge 27 dicembre 2002, n.289, devono essere interpretate nel senso che la pubblicità in qualunque modo utilizzata dalle associazioni sportive dilettantistiche, rivolta all’interno degli impianti con capienza inferiore ai tremila posti e dalle stesse associazioni usufruite, è esente dal pagamento dell’imposta sulla pubblicità.

  • ASD è ESENTE dell’imposta di bollo?

    La legge di bilancio 2019 (L.30/12/2018 n.145) ha modificato l’art. 27 bis della tabella di cui all’allegato B annesso al decreto del presidente della repubblica 26/10/1972 n. 642. La legge ha esteso anche alle ASD e SSD riconosciute dal CONI l’esenzione dall’imposta di bollo precedentemente limitata alle Federazioni: dal 1/1/2019 gli atti, documenti, istanze, contratti nonché copie, anche conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti dai sodalizi sportivi riconosciuti non saranno soggetti all’imposta di bollo (a titolo esemplificativo: sono esclusi dal bollo il contratto di locazione intestato alla asd e ssd, l’estratto conto del conto corrente bancario, il verbale assembleare di modifica statutaria).

  • Al momento della chiusura di una ASD si può ripartire ai soci più attivi l’avanzo e i beni?

    La ripartizioni di utili in una ASD è assolutamente vietata dalla normativa e pertanto anche dallo Statuto della stessa associazione.

  • A COSA SERVE IL “BILANCIO PREVENTIVO”?

    Nelle ASD come in tutte le altre forme associative, il Bilancio Preventivo serve a dare risalto alla democraticità visto che la tracciabiltà delle spese è rimandata ai membri del C.d.A. da parte degli associati.

  • Una ASD che assuma anche la qualifica di APS iscrivendosi al RUNTS, perde lo speciale regi­me fiscale della de commercializzazione dei corrispettivi specifici di cui all’art. 148, comma 3, TUIR? In tal caso, quale regime sostitutivo le si applica?

    Alle ASD iscritte nel RUNTS non si applica il regime di decommercializzazione di cui all’art. 148, comma 3, TUIR, bensì il regime di decommercializzazione di cui all’art. 85, commi 1 e 2, del Codice del Terzo settore, che è esteso alle prestazioni rese da una ASD ai familiari conviventi dei soci, ma non comprende quelle rese ai tesserati delle organizzazioni nazionali. La tabella sotto pone a raffron­to i due regimi e ne consente la comparazione.

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